
Bari – “Cambiare adesso gli assessori sarebbe come dare spazio alla guerriglia dei partiti. Per alimentarla inutilmente. Non mi interessa”, aveva detto il Governatore Vendola rispondendo a chi gli chiedeva dei rumours insistenti circa un eventuale rimpasto in Giunta. E infatti nessun cambio di assessore in vista. Di deleghe sì, però.
Gli scambi sono giunti repentini quasi come un blitz, eppure tutti concordati con gli interessati, ha tenuto a precisare il presidente, “per utilizzare al meglio le competenze, anche giuridiche, di ogni singolo assessore”.
Il primo scambio riguarda Maria Campese e Marida Dentamaro. All’ex senatrice Pd va, infatti, la delega alle Risorse Umane, prima di pertinenza della collega della Federazione della Sinistra, alla quale però, cede “contratti e appalti”, affari generali e contenzioso, lasciando a Vendola quella al Sud. “L’assessore Dentamaro è docente di diritto amministrativo all’Università di Bari”, avrà argomentato il Rivoluzionario Gentile; e chissà che sul passaggio di consegne non abbia pesato la complessa questione dei retrocessi della Regione gravata, poi quietata con il famoso Milleproroghe da Roma. Ad ogni modo restano in Giunta entrambe, al contrario di voci che le volevano entrambe in uscita.
Altro passaggio riguarda Lorenzo Nicastro e Dario Stefàno. L’assessore all’Ambiente cede al collega di scranno la delega alle foreste, che si aggiunge a quella sulle risorse agricole. Dalla maggioranza hanno chiesto un’accelerazione su ciclo dei rifiuti e differenziata e certo il magistrato barese avrà più tempo da dedicarvi, mentre maggior peso avrà l’assessorato di Stefàno nell’Agenzia che di forestali si occupa e che supporta non poco.
Dall’opposizione chiedono chiarimenti in tempi brevi: “Nessuno mette in discussione i poteri che la Costituzione e lo Statuto della Regione affidano al Presidente”, ribadisce Rocco Palese, che però poi precisa: “Ma neanche è possibile che vi siano simili mutamenti in Giunta e il Presidente non ne informi il Consiglio. Chiediamo quindi che alla prima occasione utile, già nella prossima seduta del Consiglio, il Presidente riferisca formalmente sulla ridistribuzione delle deleghe e sui motivi che lo hanno indotto a questi cambiamenti”. Tuttavia, almeno ai suoi, all’ultimo vertice di maggioranza, il Presidente lo aveva detto: “Tutti siamo sotto esame, giorno per giorno”.